29 Agosto, 2019

Warholm diamante a Zurigo: strepitoso 46.92

Il norvegese firma il secondo tempo della storia nei 400hs e batte Benjamin (46.98) nella prima finale della Diamond League. Miller-Uibo 21.74 nei 200, Echevarria-lungo 8,65. Seste le azzurre della 4x100

di Marco Buccellato

Nella prima finale della IAAF Diamond League a Zurigo si sono assegnati i primi sedici diamanti del circuito. Il Letzigrund è illuminato dalla straordinaria prestazione del norvegese Karsten Warholm, che demolisce per la terza volta quest'anno il record europeo dei 400hs e vince in 46.92, seconda prestazione di sempre, nella miglior gara della storia, in cui anche lo statunitense Rai Benjamin è sceso sotto i 47" in 46.98. I primati della Diamond League non finiscono qui: abbattono i limiti del circuito anche la bahamense Shaunae Miller-Uibo, che vince i 200 metri in 21.74 (-0.4) e il cubano Juan Miguel Echevarria che al primo salto fa sua la finale del lungo in 8,65 (-0.4). Nella gara extra a conclusione del meeting, le azzurre della 4x100 (Dosso, Hooper, Bongiorni, Siragusa) chiudono seste in 44.17 con successo del team tedesco in 42.22, migliore prestazione europea stagionale. Oltre ai tre primati della Diamond League, ancora un record mondiale stagionale con il 20,31 della cinese Gong Lijiao nel peso. Gran serata USA: sui 100 uomini vince Noah Lyles in 9.98 (-0.4), sugli 800 metri Donavan Brazier raggiunge e supera sul traguardo Nijel Amos e vince in 1:42.70, Sam Kendricks all'ultimo salto vince l'asta con 5,93 superando Mondo Duplantis, fino a quel momento al comando senza errori, Sydney McLaughlin fulmina le avversarie dei 400hs vincendo in 52.86. Grandi gare nel mezzofondo, con successo della olandese Sifan Hassan sui 1500 metri in 3:57.08, dell'ugandese Joshua Cheptegei sui 5000 metri in 12:57.41 e della keniana Beatrice Chepkoech sui 3000 siepi in 9:01.71. Altri successi, con montepremi di 50.000 dollari e Diamond Trophy, all'ucraino Andriy Protsenko nell'alto (2,32), alla giamaicana Shanieka Ricketts nel triplo (14,93/0.0) con clamoroso sorpasso e controsorpasso finale e sulla favorita Rojas seconda, alla primatista del Bahrain sui 400 metri Salwa Eid Naser (50.24) e nelle gare di giavellotto all'estone Magnus Kirt (89,13) e alla cinese Lyu Huihui (66,88).

Il Letzigrund ha scritto una nuova pagina di storia, la firma arriva dal vichingo campione del mondo Karsten Warholm, che nella notte zurighese firma tante, troppe cose tutte insieme. Il 46.92 del fantastico norvegese è il secondo crono mondiale di sempre, ormai a 0.14 dal record di Kevin Young (46.78), a vista della prua di Warholm. E' anche il nuovo record europeo, che riscrive per la terza volta in questa stagione, mai successo, e la miglior gara di sempre della specialità, con due atleti sotto la barriera ammazza-muscoli dei 47 secondi. Di due centesimi, in 46.98, la vìola anche Rai Benjamin, che toglie 0.04 al personale (e miglior prestazione mondiale U23) pareggiando il qatarino Samba in terza posizione tra le migliori performance di sempre. Ancora più perfetto delle ultime uscite, e il display lo sancirà, Warholm ha commesso zero errori sulle barriere e, ecco la differenza, non ha perso la dinamica del passo tra le ultime due barriere, come accaduto a Parigi pochi giorni fa. Gara clamorosa, con il terzo McMaster addirittura a 1.60 dal secondo (48.58), come il turco Copello, quarto.

E' stata anche la grande notte di Shaunae Miller-Uibo, che per il suo terzo diamante consecutivo sui 200 ha annichilito le avversarie in un clamoroso 21.74 (vento contrario di 0.4!), record nazionale, record della Diamond League, mondiale stagionale e undicesima prestazione all-time. Dopo una curva perfetta, la bahamense si è trovata la campionessa d'Europa Dina Asher-Smith a fianco all'ingresso in rettilineo. Aperto il compasso delle lunghissime leve, ha divorato la pista e tolto 0.14 al suo miglior risultato di sempre, rifilando la bellezza di 0.34 alla Asher-Smith (bravissima in 22.08). Dietro, per un duello visto tante volte ma per ben altre corone, l'olimpionica Thompson ha avuto la meglio di un soffio sulla Schippers in 22.44. Grande notte, merito di una pedana perfetta e di un ingresso ammazza-gara, anche per il cubano Juan Miguel Echevarria, che al primo salto ha chiuso la gara con un sensazionale 8,65 (-0.4), record della Diamond League e miglior salto mondiale 2019, secondo migliore della carriera a soli 3 centimetri dal personale.

Ha collezionato poi due nulli (uno, nettissimo e lunghissimo intorno ai nove metri) e tre pit-stop per dosare le energie alla ricerca di un salto che prima o poi gli riuscirà. Dietro il caraibico, il migliore dei sudafricani, stasera Samaai con 8,20 (0.0) e il giamaicano Gayle, stessa misura con vento sfavorevole di 0,6. Quarto, per un centimetro (8,19), il vincitore delle due ultime edizioni Manyonga.

HASSAN, McLAUGHLIN, LYLES - Letzigrund formato-lusso anche per Sifan Hassan, che ha vinto un altro diamante, dopo quello del 2015, con strappo micidiale e ultimo giro-frullatore in 3:57.08. La leggera olandese ha mietuto le più illustri vittime in circolazione, anche se la tedeschina Klosterhalfen ha fatto molto bene (seconda in 3:59.02) e la canadese Gabriela DeBues-Stafford ha migliorato ancora il record nazionale in 3:59.09. La resa, a 120 metri dal traguardo, di Genzebe Dibaba, quarta in 4:00.86 ma incapace di cambiare passo. L'unico successo femminile statunitense della finale di Zurigo è arrivato dall'atleta più futuribile tra le otto regine incoronate al Letzigrund, Sydney McLaughlin, predestinata a dominare i 400hs in forza dell'età, giovanissima, e del talento. In 52.86 e con barriere superate con sbavature al minimo, ha battuto nettamente le compagne a stelle e strisce, stavolta meglio la Little (53.86) della primatista mondiale Muhammad (54.13). Tra i futuribili maschi, ecco uno che ha un favoloso presente, Noah Lyles, che vince i 100 metri in 9.98 (-0.4) al solito con il miglior lanciato di tutti. Mentre gli altri si irrigidiscono, lui scorre leggero e vince con gamba e braccia magistrali. Il secondo è il primatista cinese Xie in 10.04, Yohan Blake brucia in 10.07 Gatlin, partito al solito a reazione ma contratto negli ultimi 10 metri.

VINCE CHEPTEGEI, ETIOPI K.O. - Vince i 5000 metri, con fuga irresistibile e per il primo diamante ugandese nella storia della Diamond League, Joshua Cheptegei in 12:57.41, man mano avvicinato dagli etiopi Hagos Gebrhiwet (12:58.15) e dal keniano Nicholas Kimeli (12:59.05), ma imprendibile fino al traguardo. Vanno sotto i 13' anche Bekele e il campione uscente Selemon Barega. Nella finale degli 800 metri, dove il super-lavoro del pacemaker Abda (48.23) ha lanciato Nijel Amos verso un risultato da incorniciare. Il passaggio ai 600 del primatista del Botswana ha impressionato (1:14.43), ma nel rettilineo le gambe hanno ceduto, e il saggio statunitense Donavan Brazier, rimasto ben lontano dal vortice iniziale nel primo giro, ha sorpassato l'africano e vinto il trofeo in 1:42.70, record personale e terzo crono mondiale stagionale. Storico, perché è la prima volta in dieci anni di Diamond League che il montepremi più alto finisce a un atleta non africano. Nonostante il crollo finale, Amos chiude in 1:42.98, terzo il canadese McBride in 1:43.51, portando sotto l'1:44 anche il keniano Korir, l'altro statunitense Murphy e il bosniaco Tuka, tutti al primato stagionale.

SALTI SPETTACOLO - La formula di qualificarsi per la finale e ripartire da zero trova uno dei suoi apici nello straordinario epilogo del salto triplo femminile. Dopo una gara sempre al comando con 14,72, la giamaicana Ricketts perde la testa al penultimo salto di gara, dove la campionessa mondiale Yulimar Rojas trova il balzo della rabbia e centra il 14,74 (0.1) della quasi-ipoteca sul trofeo. Non è così, perché la Ricketts, mai meglio di due terzi posti quest'anno nel circuito e sempre sconfitta dalla Rojas nell'ultimo biennio, all'ultima chance segna il clamoroso 14,93 (0.0) della vittoria e del primato personale. Terza la cubana Liadagmis Povea con 14,49 (-0.4). Spettacolo, uno show che non manca mai di illuminare i teatri della Diamond League, nell'asta uomini con il terzo tentativo, altissimo e esagerato, di Sam Kendricks a 5,93, fino a quel momento secondo dietro a un Duplantis senza macchia. E' il secondo trofeo per Kendricks, che alla quota della vittoria vince con Duplantis, con il polacco Lisek e con il terzo statunitense Walsh, tutti a 5,83.

PROTSENKO, KIRT, CHEPKOECH - Per poco non riusciva lo scherzetto dell'anno scorso all'altista australiano Brandon Starc: andati fuori troppo presto Mutaz Barshim, il siriano Ghazal e il campione d'Europa Przybylko (solo 2,20), il canguro si è ritrovato in testa a 2,30 senza nessun errore, ma a 2,32 Andriy Protsenko ha messo il colpo del k.o. con un primo salto valido. A 2,30 restano Starc e il terzo, il riccioluto bulgaro Ivanov. Per Protsenko, gioia e anche amarezza per il 2,34 del miglior salto mondiale stagionale, in cui è andato vicinissimo al successo. Scherzo micidiale, realizzato all'ultimo turno, è quello di Magnus Kirt, l'estone che in extremis con un lancio di 89,13 ha messo k.o. le ambizioni del primatista di Taipei Chao-Tsun, al comando dal primo lancio con 89,05, salendo dal quarto posto alla vittoria in un colpo solo. Terzo il migliore dei tedeschi e campione uscente, Hofmann (87,49).

Senza sorprese i 400 donne, vinti dalla logica favorita Salwa Eid Naser, che in 50.24 archivia successo e trofeo-bis. Larghissimo il vantaggio sulla statunitense Wimbley (51.21) e sull'olandese De Witte (51.30). Fuori giri la giamaicana McPherson (sesta) e le due statunitensi (ultime). Il tris di diamanti assume i contorni di una collezione per Gong Lijiao, che corona il successo con un'eccezionale world lead all'ultimo lancio (20,31, primato del meeting). Gara in cui prima la tedesca Schwanitz (19,37) poi la statunitense Ealey (19,68, personale) avevano acceso le polveri. Poi è suonato l'atteso Gong, con una prima world lead di 19,90 e infine con il botto finale. Vince come da copione, ed è il primo successo extra-europeo nel giavellotto donne nella storia del circuito, anche l'altra cinese Lyu Huihui con 66,88. Mette sotto l'australiana Kelsey-Lee Barber (64,74) e la ceca Ogrodnikova (63,05).Sui 3000 siepi donne conferma della keniana Beatrice Chepkoech, che stravince nuovamente il trofeo in 9:01.71, guidando una fila di tre connazionali (Kiyeng 9:03.83, Jeruto 9:05.15 e Jepkemei al personale di 9:06.66). In proiezione Doha, scende il borsino dell'iridata uscente Emma Coburn, che ha chiuso la gara con un ultimo tratto in resa (9:10.01), battuta anche da una brillantissima tedesca Krause, che in 9:07.51 ha tolto quattro secondi al record nazionale e firmato la terza prestazione europea all-time, prima delle non-russe.

GARE EXTRA - Doppio personal best nei 400hs uomini della serie Young Diamonds: 49.23 per il tedesco campione nazionale Preis e 49.28 dell'olandese argento europeo U23 Smidt. Nella serie femminile, successo in 56.82 della svizzera poco meno che 20enne Yasmin Giger, bronzo europeo U23. La keniana Eunice Sum, che vinse un mondiale, vince la gara degli 800 donne in 2:00.40. Nell'ormai tradizionale gara di asta nella stazione centrale, disputata ieri, successo senza nessun errore della russa Anzhelika Sidorova, che ha eguagliato il primato dell'evento con 4,87, davanti alla statunitense Nageotte (4,82) e alla canadese Newman (4,82, primato nazionale al coperto). Solo quarta Sandi Morris, settima Katerina Stefanidi.

GLI AZZURRI - Nella gara conclusiva della serata, il quartetto azzurro della 4x100 femminile (Zaynab Dosso, Gloria Hooper, Anna Bongiorni, Irene Siragusa) ha chiuso sesto in 44.17. Per le ragazze dello sprint, già qualificate per i Mondiali di Doha, un test che le lascia cronometricamente lontano dai team avversari visti stasera (i primi cinque tutti sotto i 43") ma che migliora il tempo degli Europei a squadre di Bydgoszcz. Vince la Germania in 42.22, primato europeo stagionale a un centesimo dalla world lead statunitense, davanti all'Olanda (42.28) e alla Cina (42.60). Nelle altre gare extra, sprinter azzurre in pista al Letzigrund anche nei 100 metri. Primato stagionale per Anna Bongiorni (Carabinieri) con 11.73 (-1.0) e quinto posto nella prima serie. Irene Siragusa (Esercito) non fa meglio di 12.12 (-0.6), ottava della seconda serie. Nei 110hs quinta piazza per Hassane Fofana (Fiamme Oro) con 13.90 (-0.8), colpendo il primo e il terzo ostacolo nella gara vinta dal francese campione europeo Pascal Martinot-Lagarde con 13.51.

ZURIGO - VINCITORI IAAF DIAMOND LEAGUE 2019

UOMINIDONNE
100m: Noah Lyles (USA)
800m: Donavan Brazier (USA)
5000m: Joshua Cheptegei (UGA)
400hs: Karsten Warholm (NOR)
Alto: Andriy Protsenko (UKR) 
Asta: Sam Kendricks (USA)
Lungo: Juan Miguel Echevarria (CUB)
Giavellotto: Magnus Kirt (EST)
200m: Shaunae Miller-Uibo (BAH)
400m: Salwa Eid Naser (BRN)
1500m: Sifan Hassan (NED)
400hs: Sydney McLaughlin (USA)
3000m siepi: Beatrice Chepkoech (KEN)
Triplo: Shanieka Ricketts (JAM)
Peso: Gong Lijiao (CHN)
Giavellotto: Lyu Huihui (CHN)